Viaggio tra terra e mare

La laguna di Venezia si estende tra le foci dei fiumi Piave a NE e Brenta a SW.
Le dimensioni massime sono 50 chilometri di lunghezza per 11 di larghezza e la sua forma ricorda quella di uno spicchio di arancia, con la concavità a nord ovest.
La laguna di Venezia è la più grande d’Italia, con una superficie di 550 km2, il 67% dei quali coperti d’acqua, il 25% è occupata da barene e l’8% da isole.
Le valli da pesca arginate occupano il 15% della superficie totale della laguna.
La nascita della laguna veneta si fa risalire a circa seimila anni fa.
Durante l’era glaciale Wurmiana, la linea di
costa del Mare Adriatico si trovava 300 chilometri più a sud, cioè circa all’altezza di Pescara, e il livello medio del mare si trovava un centinaio di metri più basso di oggi; a seguito dell’innalzamento del livello del mare dovuto allo scioglimento dei ghiacci polari, l’acqua invase le terre.

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Casoni della Fogolana

Rifugi palustri

La Valle Millecampi, area della Laguna di Venezia patrimonio mondiale dell’Unesco, è un gioiello naturalistico rinomato per la diversità di animali e piante che la popolano, ma anche per gli ambienti che la caratterizzano.
I casoni della Fogolana, situati al centro della Valle, sono edifici di recente realizzazione che ricordano le vecchie costruzioni contadine della bassa pianura veneta: il loro aspetto era più simile ad una capanna che ad una abitazione civile e ci vivevano famiglie di contadini a volte molto numerose.
Nei documenti storici sono infatti definiti come “casa da pescatore coperta di paglia o di canna”.
Ora che non adempiono più a questa specifica funzione esercitano un particolare fascino rurale sui visitatori che scoprono la Valle e l’area naturalistica.

Spiaggia della Boschettona

Paradiso di flora e fauna

Posta al confine tra le province di Padova e Venezia, questa zona un tempo insalubre è il frutto di alluvioni derivanti dallo scontro tra le acque fluviali e il mare nella zona di Chioggia.
Occupata sin dai tempi dei Romani, l’area fu messa in sicurezza dai Veneziani che dal ‘300 si occuparono di preservare e proteggere la laguna. La spiaggia oggi è meta di appassionati di sport e apprezzata per la flora e la fauna assolutamente uniche.

Le Barene

Terre sommerse

Sono forse l’elemento più caratteristico della Valle Millecampi e della laguna in genere: si tratta di isolotti bassi e pianeggianti che vengono sommersi dall’acqua con l’alta marea o restano in secca per periodi più o meno lunghi durante le basse maree.
Sono percorse da una fitta rete di piccoli canali, detti ghebi, percorribili con piccole imbarcazioni.

Pellestrina

Estrema striscia di terra sulla laguna

Piccoli borghi dalle case variopinte che si affacciano tutte in fila sulla laguna, giardini fioriti e orti, un paio di ristorantini dove assaggiare la verace cucina lagunare, spiagge sabbiose frequentate solo dagli isolani, un tranquillo lungomare per le passeggiate e quaranta ettari di riserva naturale protetta: questa è l’isola di Pellestrina, sottile lingua di terra sospesa per 11 chilometri fra mare Adriatico e laguna.
Qui tutti si conoscono, gli usci di casa sono quasi sempre aperti, l’aria profuma di mare e spesso di pesce alla griglia, perché gli isolani usano arrostire il pesce all’aperto, davanti alla soglia di casa, su un fornello improvvisato.

Oltre i Murazzi

Gli argini della laguna

A rinforzo del versante orientale di Pellestrina stanno i Murazzi, poderosi muri d’argine in pietra d’Istria, una delle più imponenti difese a mare erette nel Settecento dalla Serenissima per fronteggiare le mareggiate.
È impossibile perdersi sull’isola: basta costeggiare i Murazzi che la percorrono da cima a fondo creando di fatto un lungomare pedonale e aldilà dei quali si stende una spiaggia di sabbia dai tratti selvaggi.
Un meraviglioso lido contornato da bassa vegetazione e da dune di sabbia bagnato da un’acqua particolarmente limpida. Un luogo davvero magico.

Inaspettata Venezia

La “Signora” della laguna

Venezia, custode della laguna brulicante di vita, incrocio di culture e culla di arti e mestieri. Da secoli affascina ed incanta tutti quelli che la visitano e si perdono tra i sui tentacolari meandri.
Fuori dalle solite vie e dai percorsi usuali, offre angoli silenziosi e scorci insoliti che quasi collidono con l’immaginario estetico consueto fatto di sontuose architetture ed edifici storici.
Basta spingersi fino l’estremo lembo della città, oltre l’Arsenale, fino ai giardini Sant’ Elena.
Oppure attraversare il Canal Grande e addentrarsi per la Giudecca, che nasconde gioielli di archeologia industriale ed insoliti esempi di architettura contemporanea.

Giudecca

Tra archeologia industriale e architettura moderna

Il molino Stucky, edificio che colpisce per le sue proporzioni anomale rispetto a quelle delle tradizionali architetture veneziane presenti su entrambe le sponde del Canale della Giudecca, fu costruito tra il 1884 e il 1895 da Giovanni Stucky, imprenditore e finanziere di nobile famiglia svizzera.
Progettato dall’architetto Ernst Wullekopf, rappresenta uno dei maggiori esempi di architettura neogotica applicata ad un edificio industriale ed è uno dei più mirabili esempi di archeologia industriale della laguna di Venezia.