Abbiamo compreso l’importanza delle imbottiture, ma prima ancora abbiamo capito che la prima barriera tra il corpo e il freddo artico è il tessuto esterno della giacca: deve proteggere dal vento, perché all’aumentare della sua intensità aumenta in modo proporzionale la percezione del freddo. Da questa consapevolezza nasce anche il concetto delle nostre etichette con il riferimento alle temperature, pensate per orientare e dare una misura concreta delle condizioni per cui ogni capo è progettato.
In particolare del murmasky, capace di trattenere e massimizzare il calore nei punti più esposti, come i cappucci. Dell’importanza del pile interno, sia nelle tasche sia nelle parti della giacca dove il corpo ne ha maggiore necessità. Dei cappucci regolabili in entrambe le direzioni, pensati per adattarsi al vento e ai movimenti. Dei bottoni interni alle tasche, necessariamente in plastica, perché non assorbono il freddo come il metallo e, a contatto con la pelle, non la bruciano.
E soprattutto del passadito: un dettaglio essenziale, che consente di proteggersi dal freddo senza togliere i guanti, quando a temperature estreme scoprirsi anche solo per un istante non è un’opzione.